Innovare per crescere

L’industria turistica è in crescita ma l’Italia perde
posizione nonostante il suo immenso patrimonio
storico culturale, paesistico e ambientale. Sarà decisivo far leva sulle strutture comunicative per veicolare emozioni e idee che esprimano l’identità di un popolo*

di Filippo Bencardino

L’industria turistica è in forte crescita e nonostante la congiuntura economica sfavorevole è uno dei pochi settori che non risente negativamente della crisi.
Secondo i dati del W.T.O. i turisti internazionali sono stati circa 800 mila nel 2005, oltre un miliardo nel 2010 e si stima possano raggiungere gli oltre 1,6 miliardi nel 2020.
Gli occupati del settore sono oltre 130 milioni e nel 2012 le spese sostenute all’estero dai turisti hanno raggiunto i 1035 miliardi di dollari. Soltanto in Italia gli occupati sono oltre 3 milioni ed il turismo incide sul PIL per circa il 12%.
Sono dati molto importanti, che diventano ancora più significativi, qualora considerassimo anche i movimenti interni. In questo caso i dati relativi ai flussi mondiali dovrebbero essere incrementati di 8-10 volte.
Sono però flussi che non si distribuiscono uniformemente a livello globale. Le economie avanzate ne accolgono oltre il 60%, i soli paesi UE circa il 50%. È la Francia il paese che attrae più turisti internazionali, con circa 80 milioni di turisti, seguono gli USA (63 milioni), la Cina (58 milioni), la Spagna (57), l’Italia (46 milioni), la Turchia (33 milioni), il Regno Unito (30 milioni).
L’Italia negli ultimi anni ha perso posizione nonostante il suo immenso patrimonio storico-culturale, paesistico e ambientale, scendendo al quinto posto, mentre nuove realtà emergono. Sono soprattutto i paesi emergenti, i territori appartenenti ad aree economicamente meno dinamiche dal punto di vista industriale che fanno registrare più dinamismo, nonostante ormai sia stato dimostrato come turismo e tessuto industriale non sono settori incompatibili, laddove lo spirito imprenditoriale è elemento determinante per lo sviluppo turistico, un settore sempre più importante per lo sviluppo economico, in particolare nelle aree marginali. E non sono da trascurare anche i risvolti di natura culturale e sociale che il turismo porta con sé.
A condizionare sempre più la competizione internazionale sono certamente i costi dei prodotti turistici, influenzati dai costi della manodopera, la qualità dei servizi offerti, l’organizzazione degli spazi turistici.

Pianificazione territoriale, ma soprattutto comunicazione

Ruolo decisivo dunque rivestono l’innovazione, una attenta pianificazione territoriale, ma soprattutto una efficiente politica di marketing e comunicazione.
Il turismo si basa sulla vendita di beni e servizi venduti in maniera imprenditoriale, tanto che oggi molte stazioni turistiche sono frutto di costruzione artificiale da parte dell’uomo, ma è anche godimento di risorse locali non riproducibili. Di queste risorse il nostro Paese è primo al mondo, eppure non riesce più a imporsi a livello mondiale come un tempo.
Il territorio per essere percepito come unico e quindi attrarre visitatori ha bisogno di identità, i suoi beni devono essere fruiti in maniera soggettiva, devono saper suscitare sensazioni.
Perché ciò possa verificarsi è importante una corretta progettazione del turismo, una organizzazione territoriale che valorizzi (e non deturpi) i beni ambientali e quindi una cooperazione tra pubblico e privato nelle scelte, che devono essere condivise, ma soprattutto importante è la circolazione delle informazioni.
Le strutture comunicative trasformano continuamente l’immagine dei prodotti turistici, in particolare oggi, in un mercato, cioè, in continua trasformazione.
La comunicazione è importante perché trasmette emozioni, stimola desideri, veicola idee che esprimono le identità culturali di un popolo, rappresenta valori che sono espressione di uno stile di vita, disegna uno spazio immaginario in cui tutti possono riconoscersi.

Rapporto continuo tra reale e virtuale

Per questo il rapporto tra turismo e comunicazione è imprescindibile e inscindibile, la comunicazione deve costruire identità e pertanto l’offerta di un prodotto turistico deve basarsi sulla progettualità, che deve includere la realizzazione di infrastrutture, di servizi, ma soprattutto una efficiente azione di comunicazione. Questa è in grado di creare un rapporto continuo tra reale e virtuale, tra fisico e percepito, stimolare l’immaginario collettivo. È in grado di far vendere i sogni!
Il sogno, tuttavia, deve basarsi su immagini reali, non deve creare delusione. E per questo importante è il territorio e quindi il geo-turismo ed il geo-giornalismo.
È il territorio che esprime le identità e le culture locali e proprio il turismo può nella società contemporanea essere mediatore tra valori locali e mondi globali, mediazione che il geo-giornalismo può esaltare.
La letteratura, il Grand Tour, il cinema, la fiction, la televisione del resto hanno sempre svolto un ruolo importante nella descrizione delle identità e sono stati efficaci strumenti di promozione turistica.
Le descrizioni letterarie sono percorsi ideali che si trasformano in itinerari turistici per chi va alla ricerca di sapori, gusti, profumi, atmosfere magiche, in particolare oggi che la diversificazione della domanda richiede offerte specifiche e diversificate, a volte anche di nicchia.

Pianificazione territoriale, ma soprattutto comunicazione

Ruolo decisivo dunque rivestono l’innovazione, una attenta pianificazione territoriale, ma soprattutto una efficiente politica di marketing e comunicazione.
Il turismo si basa sulla vendita di beni e servizi venduti in maniera imprenditoriale, tanto che oggi molte stazioni turistiche sono frutto di costruzione artificiale da parte dell’uomo, ma è anche godimento di risorse locali non riproducibili. Di queste risorse il nostro Paese è primo al mondo, eppure non riesce più a imporsi a livello mondiale come un tempo.
Il territorio per essere percepito come unico e quindi attrarre visitatori ha bisogno di identità, i suoi beni devono essere fruiti in maniera soggettiva, devono saper suscitare sensazioni.
Perché ciò possa verificarsi è importante una corretta progettazione del turismo, una organizzazione territoriale che valorizzi (e non deturpi) i beni ambientali e quindi una cooperazione tra pubblico e privato nelle scelte, che devono essere condivise, ma soprattutto importante è la circolazione delle informazioni.
Le strutture comunicative trasformano continuamente l’immagine dei prodotti turistici, in particolare oggi, in un mercato, cioè, in continua trasformazione.
La comunicazione è importante perché trasmette emozioni, stimola desideri, veicola idee che esprimono le identità culturali di un popolo, rappresenta valori che sono espressione di uno stile di vita, disegna uno spazio immaginario in cui tutti possono riconoscersi.

Rapporto continuo tra reale e virtuale

Per questo il rapporto tra turismo e comunicazione è imprescindibile e inscindibile, la comunicazione deve costruire identità e pertanto l’offerta di un prodotto turistico deve basarsi sulla progettualità, che deve includere la realizzazione di infrastrutture, di servizi, ma soprattutto una efficiente azione di comunicazione. Questa è in grado di creare un rapporto continuo tra reale e virtuale, tra fisico e percepito, stimolare l’immaginario collettivo. È in grado di far vendere i sogni!
Il sogno, tuttavia, deve basarsi su immagini reali, non deve creare delusione. E per questo importante è il territorio e quindi il geo-turismo ed il geo-giornalismo.
È il territorio che esprime le identità e le culture locali e proprio il turismo può nella società contemporanea essere mediatore tra valori locali e mondi globali, mediazione che il geo-giornalismo può esaltare.
La letteratura, il Grand Tour, il cinema, la fiction, la televisione del resto hanno sempre svolto un ruolo importante nella descrizione delle identità e sono stati efficaci strumenti di promozione turistica.
Le descrizioni letterarie sono percorsi ideali che si trasformano in itinerari turistici per chi va alla ricerca di sapori, gusti, profumi, atmosfere magiche, in particolare oggi che la diversificazione della domanda richiede offerte specifiche e diversificate, a volte anche di nicchia.

L’innovazione è importante per il successo di una stazione turistica, ma essa stessa è profondamente segnata dalla diffusione di nuove tecnologie, che hanno riflessi sulle mete turistiche, sulle risorse materiali, sulle immagini veicolate, sulla tecnica di promozione del prodotto, sulla organizzazione delle reti di vendita.
Si pensi all’e-turism, ai moderni strumenti di comunicazione di massa, ai social forum, che diffondono informazioni non formali, confidenziali e veicolano esperienze soggettive, lo spazio percepito. Si tratta da una parte di semplificazione della complessità comunicativa, basata anche sulla immediatezza della informazione, ma dall’altra parte anche di una ricerca sempre più sofisticata di tecniche e strumenti di comunicazione, che hanno riflessi anche sulla necessaria presenza di infrastrutture e di nuova formazione in grado di favorire il superamento dell’apartheid tecnologico e del digital divide. E ciò richiama ancora una volta l’importanza del ruolo del pubblico nella organizzazione degli spazi turistici, richiedendo il turismo un approccio globale proprio per la sua natura tipicamente intersettoriale.
L’innovazione nell’ambito della comunicazione e la formazione sono indispensabili perché l’immagine turistica di un territorio è strettamente legata al tipo di informazione che di quel territorio viene diffusa. E si tratta di una informazione sempre più variegata, multidimensionale, appoggiata a nuovi strumenti ma anche a tecniche tradizionali, Si tratta di una informazione veloce per turisti distratti, ma anche colta e approfondita per chi voglia poter cogliere l’essenza di un territorio, le sue identità, le sue specificità, in grado di guidare il turista “lento” nel suo desiderio di conoscere il territorio, di coglierne gli elementi costitutivi, i suoi tratti culturali ed estetici, il patrimonio ambientale e monumentale, gli stili di vita dei suoi abitanti.
È questo il geo-turismo, una nuova forma di turismo che sostiene e promuove il territorio, che richiede qualità dell’ambiente, sviluppo sostenibile, conservazione del patrimonio storico-culturale.

(Geo)giornalismo come strumento di democrazia

Il geo-giornalismo diffonde le conoscenze richieste da questi nuovi turisti, ma nello stesso tempo è di stimolo ad un corretto uso del suolo,una nuova cultura della programmazione e della pianificazione del territorio, svolgendo una funzione importante anche sul piano sociale.
Il geo-giornalismo, infatti, è strumento importante di diffusione della conoscenza dei quadri economici, culturali e ambientali di un luogo, ma è anche strumento importante per la formazione di una cittadinanza attiva attenta ai valori della convivenza civile, del riconoscimento della diversità culturale e quindi del rispetto dell’altro, della cooperazione tra popoli a scala mondiale, del rispetto dei valori della nostra Costituzione, che riconosce l’importanza del paesaggio e dei beni culturali come patrimonio identitario del popolo.
Una conoscenza del territorio, quindi, non condizionata da obiettivi meramente economici e commerciali, ma finalizzata anche alla ricostruzione dei legami territoriali, intesi come condivisione di saperi ed esperienza tra generazioni diverse e tra cittadini di diversa provenienza, come rispetto delle differenze e delle diversità, contro i facili pregiudizi, conoscenza del territorio per saper riconoscere l’interdipendenza tra società, economia, ambiente per costruire un mondo migliore, in cui l’uomo possa vivere meglio e soprattutto scegliere il proprio destino in maniera più consapevole e partecipata.
In sintesi il geo-giornalismo come strumento di democrazia-

*tratto da “Il Paradosso”, I, n. 5/6, ott.-nov. 2013, pp. 22-24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *